Canino e Ballista, 180 anni in due per un grande concerto
Ieri sera ospiti della GOG al Carlo Felice di Genova
Nella storia del concertismo internazionale, il duo pianistico Bruno Canino e Antonio Ballista costituisce certamente un caso unico da Guinness dei primati: 90 anni il primo, 89 il secondo, i due artisti suonano insieme dal 1953. E "suonano" davvero, non vivono sugli allori di una carriera che li vede ai vertici del pianismo da quasi tre quarti di secolo. Lo hanno dimostrato ieri sera, ospiti della Giovine Orchestra Genovese al Carlo Felice di Genova. Una festa con tanto di pergamene consegnate ai due artisti dal presidente Nicola Costa che ha voluto ricordare anche il ruolo di direttore artistico della stessa GOG ricoperto per alcuni anni da Bruno Canino. Il programma era dedicato alla letteratura francese e a quella italiana. Apertura dunque con Ravel "Ma mère l'Oye per pianoforte a quattro mani, brano poetico e raffinato restituito con un rigoroso controllo del suono e poi "La valse" affrontata con autorevolezza e perfetto affiatamento. Duo formidabile, Canino e Ballista, che tuttavia ha percorso anche itinerari artistici differenti. Entrambi, però, hanno guardato con interesse al Novecento. E non a caso la seconda parte del programma si è aperta con "Siciliana e Marcia" per pianoforte a quattro mani di Petrassi, un brano che risale agli anni Trenta del secolo scorso quando il grande compositore romano guardava all'esperienza neoclassica sulla scia di Casella ed è proseguita con "Omaggio a Edward Grieg" per due pianoforti che Castiglioni compose nel 1981: lavori totalmente differenti riproposti con lucido controllo del suono in una visione interpretativa compatta e omogenea. Infine la scintillante "Scaramouche" di Milhaud, il cui terzo movimento ("Brasileira") ha esaltato la vivace verve di Canino e Ballista. Gli applausi sono stati interminabili e i due concertisti hanno regalato un bis stravinskiano.
L. Pchartschoy--BTZ