Circolo vizioso tra dolore cronico, insonnia e disturbi emotivi
Si stima che siano colpiti fino al 40% pazienti
Dolore cronico, insonnia e disturbi emotivi si influenzano a vicenda. Studi internazionali stimano che circa il 40% delle persone con dolore cronico presenti sintomi di depressione o ansia, percentuali ancora più elevate nei casi di fibromialgia. È quanto emerso dal webinar formativo su "Ansia, depressione e insonnia nella donna: correlazioni con il dolore cronico e la fibromialgia", organizzato a Milano dalla Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf) e Fondazione Onda Ets, l'Osservatorio sulla salute della donna e di genere. "Ansia, depressione e insonnia non sono conseguenze marginali del dolore cronico, ma componenti centrali della sua complessità clinica", osserva Francesca Merzagora, presidente di Onda. "Nelle pazienti con dolore persistente, fino al 60% presenta sintomi depressivi, oltre il 40% disturbi d'ansia e più della metà soffre di insonnia. È un circolo vizioso: il dolore alimenta il disagio psicologico e la mancanza di sonno ne amplifica l'intensità". In Italia, è emerso nel webinar, il 6% della popolazione adulta soffre di depressione, con una prevalenza quasi doppia tra le donne, mentre l'insonnia interessa il 15-20% delle persone. Quando questi disturbi si associano al dolore cronico, il quadro clinico diventa più complesso. È il caso della fibromialgia, che colpisce circa il 2-3% della popolazione ed è diagnosticata soprattutto nelle donne: fino al 60% dei pazienti presenta comorbilità ansioso-depressive. Secondo Claudio Mencacci, psichiatra e co-presidente Sinpf, "quando ansia e disturbi del sonno si strutturano nel tempo, possono aumentare il rischio di sviluppare dolore persistente o peggiorarne l'andamento. La bidirezionalità tra dolore e disturbi dell'umore deve essere riconosciuta fin dalle prime fasi della valutazione clinica".La depressione non è solo una conseguenza del dolore, "ma può rappresentare anche un fattore di vulnerabilità biologica che ne facilita la cronicizzazione", rileva Andrea Fagiolini, ordinario di Psichiatria al dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università di Siena. Un ruolo chiave è svolto dal sonno: "l'insonnia, che colpisce fino a una persona su cinque, è un fattore di rischio indipendente per depressione e ansia e può precedere sia l'episodio depressivo sia l'esordio del dolore cronico", dichiara Laura Palagini psichiatra e responsabile dell'ambulatorio per il trattamento dei disturbi del sonno dell'Aou di Pisa. "L'approccio terapeutico deve essere integrato - conclude Ferdinando Nicoletti, ordinario di Farmacologia alla Sapienza Università di Roma- e includere trattamento farmacologico, psicoterapia e interventi mirati al ripristino del sonno".
I. Johansson--BTZ