Danni climatici costati 915 miliardi per l'Europa dal 1980, caldo 2026 un punto di Pil
Rapporto Consumerlab, l'Italia la più esposta per 147 miliardi, 2.500 euro a testa
A partire dal 1980 i cambiamenti climatici sono costati in Europa 915 miliardi (822 miliardi fino al 2024, 93 miliardi nel 2025), e l'Italia è il Paese che nel periodo considerato registra le perdite più elevate, pari a 147 miliardi di euro, con un impatto pari in media a circa 2.500 euro a cittadino residente. Ma l'impatto è crescente: l'ondata di caldo di quest'anno potrebbe ridurre il Pil del vecchio continente di un punto, un valore pari a 180 miliardi. I dati emergono dal Rapporto "Strategia per la pace climatica" promosso da ConsumerLab e Future Respect, che riassume i principali dati tratti da oltre ottanta ricerche ufficiali circa l'impatto del clima sulle economie europee, sulle imprese e sulla vita dei cittadini. La media annua delle perdite economiche dovute a eventi meteorologici e climatici estremi è passata da 8,6 miliardi nel decennio 1980-89 a 44,9 miliardi nel quinquennio 2020-24: un valore più che quintuplicato - analizza ConsumerLab - Le sole ondate di calore dell'estate 2025 hanno prodotto una perdita di valore aggiunto lordo stimata in 43 miliardi di euro, con una proiezione fino a 126 miliardi annui entro il 2029 sulla base dei pattern storici e con il picco del 2026 che potrebbe valere 1 punto di Pil, circa 180 miliardi.
N. Lebedew--BTZ